La storia di Wilson Greatbatch è quella di un genio la cui invenzione più famosa è destinata a salvare milioni di vite in tutto il mondo: il pacemaker.
Ed è una storia curiosa, che merita di essere raccontata. La prima particolarità è che non si tratta di un medico (come tanti protagonisti dei nostri articoli) ma di un ingegnere nato a Buffalo nel 1919 e scomparso 10 anni fa, nel 2011, proprio nella sua città natale.
La seconda curiosità, ben più 'gustosa' è che Greatbatch inventò il pacemaker per sbaglio.
Come fu inventato il pacemaker
Dopo essersi laureato in ingegneria, iniziò a studiare le correlazioni tra cuore e sistema elettrico e a lavorare a dei nuovi transistor che rivelassero accelerazioni del ritmo cardiaco.
Il pacemaker nacque così. Un giorno installò un resistore con una resistenza sbagliata. Greatbatch si accorse che le pulsazioni prodotte erano identiche al normale battito del cuore. E si rese conto che questo nuovo circuito si sarebbe potuto utilizzare per controllare il battito dell'uomo. Da qui l'idea del pacemaker.
Intendiamoci, 'inciampare' in una scoperta destinata a rivoluzionare l'umanità non è un inedito. Oltre a Wilson Greatbatch ricordiamo Alexander Fleming (1929) che scoprì per caso che le sue colture batteriche di stafilococchi erano state distrutte da colonie fungine. Ma anche Wilhelm Conrad Röntgen che nel 1895 scoprì i raggi X mentre stava armeggiando con un tubo di raggi catodici e si accorse che un pezzo di carta ricoperto di platinocianuro di bario cominciò a brillare.
Greatbatch lavorò al pacemaker nel laboratorio di casa sua e, dopo alcune sperimentazioni sugli animali, nel 1960 il pacemaker venne finalmente impiantato in un uomo pur tra alcune diffidenze nell'ambiente medico.
Il primo impianto di pacemaker
Il paziente era Henry Hennafeld, 77 enne americano che sopravvisse i 18 mesi successivi all'intervento senza alcun problema. Altri 5 pazienti che avevano ricevuto i pacemaker sopravvissero per circa vent'anni.
Insomma: questo dispositivo inventato per caso funzionava davvero. E funzionava bene. Tanto che Wilson depositò il brevetto il 22 luglio del 1960 e oggi circa un milione di persone in tutto il mondo hanno un pacemaker nel cuore.
Greatbatch l'inventore
Greatbatch è ricordato da tutti come il padre del pacemaker ma fu un inventore molto prolifico che depositò oltre 150 brevetti tanto che nel 1998 fu ammesso nella Hall of fame degli inventori ad Akron (Ohio).
Oggi, la Wilson Greatbatch Ltd, azienda da lui stesso fondata, è il principale produttore mondiale di batterie per pacemaker.
Pochi anni prima di morire, in un'intervista al New York Times, Greatbatch dichiarò:
'Sto cominciando a credere che potrei anche non cambiare il mondo, ma continuerò a provarci'
