Quella che tanti pazienti chiamano cyclette in realtà è un cicloergometro medicale. Ovvero uno dei dispositivi medici più utili per la riabilitazione e la diagnostica cardiologica e polmonare.
Nelle prossime righe cercheremo di scoprire qualcosa in più sulla storia di questo e di un altro apparecchio utilizzato per finalità simili: il treadmill o tapis roulant.
Pur non essendo una normale cyclette (a proposito, il nome cyclette non è il nome generico del dispositivo ma un marchio registrato dall’azienda italia Bottecchia) la sua origine si deve chiaramente all’invenzione della bicicletta statica per l’allenamento che pare sia stata progettata da due medici sportivi tedeschi Zuntz e Voigt nel 1900. Eppure, il “papà” della cyclette è un ricercatore americano Keene P. Dimick che, nel 1968 inventò quella che poi sarebbe diventata la cyclette, inizialmente chiamata lifecycle.
In realtà, Il primo brevetto depositato per un “home trainer” risale al 1887, da parte di J. McLintock, e si tratta di un supporto per vincolare una Penny Farthing (le bici col ruotone anteriore) ad un roller in legno.
Nel 1896, all’interno della collana di libri dedicata agli sport “ Badminton Library” gli autori descrivono come nei club di ciclismo inglesi si facessero delle gare di bici stazionaria: ogni bici era collegata ad uno strumento che indicava al pubblico la distanza e chi prima la completava vinceva.
Dal 1975 ai primi anni ’80 si moltiplicano i brevetti di home trainers con integrati sistemi di rilevazione della potenza, in particolare nell’area germanica. E forse giapponese, ma spesso i loro brevetti sono in lingua nazionale, a me incomprensibile, quindi non posso confermarlo, e comunque sembrano concentrarsi proprio solo sul lato dell’hardware “ergometrico”.
Nel 1979 fa la sua apparizione un brevetto francese, di Monsieur André Jeanmot (il quale brevetterà anche un rullo per sedie a rotelle) per un rullo “orizzontale”, che poi pare essere la base su cui Cinelli commercializzerà il suo famoso defaticatore.
(fonte https://www.bdc-mag.com/la-lunga-storia-dei-rulli-home-trainers/)
Cicloergometro medicale
Inizialmente pensato come dispositivo per allenarsi o recuperare la funzionalità degli arti inferiori dopo un trauma, la cyclette viene impiegata anche in ambito medico a partire dal secondo dopoguerra con il “Protocollo Bruce”.
Questo protocollo prevedeva che battito cardiaco, pressione arteriosa, funzioni respiratorie e l'elettrocardiogramma del paziente fossero monitorati durante e dopo l'esercizio svolto con il tapis roulant (e in seguito anche con una cyclette).
Il test del tapis roulant del protocollo Bruce (inventato dal cardiologo statunitense Robert A. Bruce nel 1963) è un test non invasivo per valutare pazienti con sospetta cardiopatia.
Così, nei primi anni ‘50 comparvero i primi tapis roulant a scopi medici con differenti gradi di velocità, inclinazioni e resistenze e, oltre ai treadmill furono utilizzati poi i primi cicloergometri
Treadmill: da strumento di tortura a dispositivo medico
Più curiosa la storia di un altro tipo di ergometro che viene utilizzato in campo medico, ovvero il treadmill (tapis roulant).
Il principio dei tapis roulant come fonte di energia ha origini antichissime quando serviva per coordinare il lavoro muscolare degli animali e dell'uomo nel trasporto di secchi d'acqua o per la macinatura del frumento e di oggetti pesanti.
Nell'ottocento il treadmill fu, per circa un secolo, utilizzato nelle carceri inglesi ed americane come strumento di lavoro forzato per i prigionieri. Questo tipo di treadmill fu ideato da un ingegnere, Sir William Cubitt che ipotizzò come la forza muscolare dei prigionieri delle carceri potesse essere utilizzata per realizzare un lavoro utile. Lo scopo del treadmill serviva in buona sostanza per macinare il grano ma non si esclude che fosse utilizzato anche come metodo di tortura.
Per la prima applicazione medica del treadmill dobbiamo aspettare gli anni ‘50 del ‘900 con il protocollo diagnostico in ambito cardiologico redatto dal medico statunitense Robert Bruce.
Il Cicloergometro medicale nel test da sforzo
Il cicloergometro medicale oggi viene utilizzato per eseguire test da sforzo cardiaco, un esame diagnostico molto frequente in cardiologia per testare la capacità del cuore di rispondere a segnali di stress in un ambiente clinico controllato.
La prova da sforzo cardiaca confronta la circolazione coronarica mentre il paziente è a riposo con la circolazione dello stesso paziente osservata durante il massimo sforzo fisico che si esegue su un cicloergometro o tapis roulant, misurando il flusso di sangue verso il miocardio, tessuto muscolare del cuore..
Un esame che nasce alla fine degli anni ‘20 del Novecento quando Harold Feil e Mortimer Siegel descrivono per la prima volta la prova da sforzo in cardiologia segnalando cambiamenti del tratto ST e dell'onda T dopo esercizio in 3 pazienti con angina cronica stabile.
Il test ergometrico misura I cambiamenti dell'ECG durante lo stress che si osservano quando c'è uno squilibrio tra la domanda e l'offerta di ossigeno miocardico a livelli crescenti di stress.
Nel corso della prova il medico può raccogliere informazioni preziose su:
- ritmo cardiaco cardiaci/minuto
- livelli di pressione arteriosa
- Consumo di ossigeno
- funzionalità respiratoria (nel test da sforzo cardiopolmonare)
Il test da sforzo permette di diagnosticare efficacemente malattie coronariche, insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica o altre anomalie cardiache o respiratorie difficilmente riscontrabili con un esame a riposo.

