Edler e l’ecocardiogramma

inge edler ecocardiogramma

 

L'invenzione dell'ecocardiogramma è piuttosto recente: la scoperta del cardilogo svedese Inge Edler, considerato il 'padre' dell'ecocardiografia risale a meno di settant'anni fa. Era il 1952 quando il medico svedese, insieme al fisico tedesco Carl Hellmuth Hertz inventò il primo eco cardiografo.

Eppure, le prime osservazioni sugli ultrasuoni risalgono a molto tempo prima. Alla fine del 1700 fu il celebre Lazzaro Spallanzani a condurle, dimostrando come i pipistrelli usavano gli ultrasuoni per orientarsi nel volo notturno attraverso il rilevamento degli echi di ritorno prodotti dagli ostacoli ambientali.

Il lavoro di Spallanzani fece da apripista e verso la fine del 19 secolo i fisici francesi Jaques e Pierre Curie (quest'ultimo Nobel per la fisica nel 1903) che dimostrarono i principi dell’effetto piezoelettrico.

Ma torniamo ad Edler... In quegli anni, il medico svedese era responsabile del dipartimento di cardiologia dell'ospedale universitario di Lund, in Svezia, ed era responsabile della diagnosi preoperatoria delle malattie cardiache. A quel tempo, però le radiografie con contrasto del cuore non fornivano dati sufficienti per una corretta valutazione dello stato della valvola mitrale.

E dal momento che una corretta diagnosi è di grande importanza prima di un'operazione, Edler, consapevole dell'inadeguatezza dei metodi esistenti, non si dava pace cercando una alternativa non invasiva che permettesse di compiere un salto di qualità a livello diagnostico. Insomma, una sorta di radar...

Ma come gli venne l'idea? Dobbiamo tornare indietro di una decina d'anni rispetto a quel 1952. L'Europa è nel vivo della Seconda Guerra Mondiale e, oltre che nei cieli e in terra, il conflitto si combatte anche in mare.

In particolare, contro la temibile flotta tedesca furono sviluppati dei rilevatori oceanici a ultrasuoni che avevano il compito di scoprire e tracciare la rotta degli ubiquitari sottomarini tedeschi.

Cosa c'entrano quei rilevatori con l'ecocardiografia? Ebbene quel rivoluzionario dispositivo bellico attirò l’attenzione del Dr. Inge Edler che ne intuì il potenziale nella visualizzazione delle strutture cardiache.

Da dove partire? Proprio dalle navi naturalmente. Insieme al fisico tedesco Carl Hellmuth Hertz studiò un Sonar per la navigazione sott'acqua prelevato in un cantiere navale e, quasi causalmente, scoprirono che il dispositivo registrava gli echi del suo stesso cuore.

Nacque così il primo, rudimentale ecocardiografo che all'epoca fu ribattezzato come riflessoscopio ultrasonico per la registrazione continua dei movimenti delle pareti cardiache.

Un paio di anni dopo, Edler ed Hertz proseguirono con le loro ricerche e descrissero il quadro cardiografico con ultrasuoni nelle malattie valvolari mitraliche.

Il prezioso lavoro di Edler è stato riconosciuto a livello internazionale. Egli infatti è stato votato il cardiologo più importante della Svezia del XX secolo. Nel 1977, Edler e Hertz furono insigniti congiuntamente del Lasker Award ma, stranamente, non furono mai insigniti del Premio Nobel nonostante la loro scoperta abbia permesso di salvare così tante vite.


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